Le politiche sanitarie dei vari Stati membri dell'Unione Europea sono ormai, da anni, sintonizzate verso direttive comuni: esiste al proposito un ufficio, il Directorate-General for Health and Consumers o
DG Sanco, il cui scopo dichiarato è mantenere aggiornata la legislazione europea in materia di salute e sicurezza dei cittadini, nonché di proteggerne il diritto alla salute. Il DG Sanco, i cui uffici sono sparsi in diversi Paesi europei a livello nazionale, regionale e persino locale, ha quindi la responsabilità di verificare la corretta attuazione di tutte le normative europee in ambito sanitario.
Direttive dell'Unione EuropeaIl sito dell'Unione Europea riporta in una
sezione apposita tutti gli interventi effettuati in materia di sanità e, inoltre, mette a disposizione per il download il
Libro Bianco (White Paper), documento in cui si traccia la strategia sanitaria dell'Unione per il periodo 2008-2013.
Obiettivi generali dell'UE per il periodo 2008-2013
- Promuovere la buona salute della popolazione, anche in considerazione dell'innalzamento dell'aspettativa di vita
- Proteggere i cittadini dell'Unione dalle minacce alla loro salute
- Sostenere lo sviluppo di sistemi sanitari dinamici e delle nuove tecnologie
I sistemi sanitari nazionaliL'applicazione delle direttive dell'UE è un compito assai complesso, in quanto i sistemi sanitari dei singoli Stati europei sono piuttosto diversi e si fondano, essenzialmente, su due diversi sistemi di finanziamento.
1° sistema. I fondi per il servizio sanitario sono gestiti dallo Stato e reperiti attraverso la tassazione (sistema adottato in Italia, Regno Unito, Svezia).
2° sistema. Nell'ambito di un sistema di previdenza sociale, il finanziamento è reperito come prelievo calcolato in percentuale sul salario del lavoratore (sistema adottato in Germania e in Francia).
In entrambi i casi, come in tutto il resto del mondo occidentale, i costi dell'assistenza sanitaria sono lievitati negli ultimi 40 anni. In generale, gli Stati europei garantiscono una maggiore equità sociale del sistema sanitario rispetto, per esempio, agli Stati Uniti; tuttavia, anche in Europa esiste il
rischio di restringere l'accesso ai servizi sanitari più cari, dei quali possono invece usufruire i pazienti che sottoscrivono un'assicurazione privata o che comunque pagano di tasca propria. Ciò può incrementare una sorta di sanità a due marce, in cui chi ha maggiore disponibilità di denaro può permettersi alcuni trattamenti, mentre gli altri devono rispettare tempi e modi dal servizio pubblico. In particolare, Germania e Olanda (e, fuori dall'UE, la Svizzera) hanno, sebbene con modalità diverse, un sistema detto opt out in cui è data al singolo cittadino la facoltà di scegliere (trattenendo le somme per la sanità che gli sarebbero, altrimenti, richieste con le tasse) di stipulare un'assicurazione privata.
Per approfondirePer capire come è organizzato il sistema sanitario dei singoli Stati dell'Unione, magari in occasione di un viaggio in uno di essi, può essere utile consultare l'
European Observatory, sito in cui si possono consultare delle schede descrittive sui sistemi sanitari dei Paesi membri (detti Health Systems in Transition, HiT).
In alternativa si possono trovare informazioni anche da fonti meno ufficiali (a volte più aggiornate), per esempio dal portale
National Public Radio, nella cui sezione Sanità è stato pubblicato uno speciale
Health care for all che offre una panoramica sui sistemi sanitari dei principali Paesi europei.