È la
cocaina la sostanza illegale più popolare nel Vecchio Continente. A provarla sono stati circa 13 milioni di europei adulti (15-64 anni) di cui 7,5 milioni sono giovani (15-34 anni), mentre risultano stabili i consumi di anfetamine e di ecstasy e preoccupa invece l'utilizzo del Web per promuovere il mercato virtuale delle droghe sintetiche. Questo il nuovo scenario illustrato nella Relazione 2009 dell'Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (OEDT) che punta il dito anche sulla crescita del fenomeno della
poliassunzione di stupefacenti e del concomitante consumo di alcol. «I soggetti con problemi connessi a un'unica sostanza stanno diventando l'eccezione più che la regola», osserva Wolfgang Götz, direttore dell'OEDT. «In Europa il problema della droga si riferisce sempre più spesso al consumo combinato di diverse sostanze psicoattive, sia lecite sia illecite. Questa realtà non solo conduce con più frequenza a esiti negativi, ma costituisce anche una sfida per i servizi di terapia per le tossicodipendenze, che devono far fronte a un insieme più complesso di necessità. Le nostre future politiche devono, inoltre, riflettere sul fatto che l'uso combinato di stupefacenti e alcol è diventato una caratteristica fondamentale dei problemi che oggi ci troviamo ad affrontare».
I dati del fenomenoL'Italia risulta ai primi posti in Europa per consumo di cannabis, dopo Spagna, Repubblica Ceca e Francia: ne fa uso l'11,5% dei giovani. Stesso non invidiabile primato per il consumo di cocaina, per la quale l'Italia è nella «top five», insieme a Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito. In questa cinquina, avverte l'OEDT, nell'ultimo anno l'uso tra i giovani si è attestato tra il 3,1 e il 5,5%. Non è più rassicurante la situazione relativa all'abuso di alcol. Secondo il rapporto Istat L'uso e l'abuso di alcol in Italia consumi giornalieri non moderati, «binge drinking» (più di 6 bevande alcoliche in un'unica occasione) e bevute fuori pasto configurano un
rischio alcol per quasi otto milioni e mezzo di italiani. Un'emergenza che riguarda soprattutto i giovani: oltre il 17% degli under 15 ha consumato almeno una bevanda alcolica nel 2008, mentre già a partire dai 18-19 anni i valori di consumo sono prossimi alla media della popolazione, cioè il 74,7% per gli uomini e il 58% per le donne.
La poliassunzioneSuperato il concetto di tossicodipendenza, con l'immagine dell'eroinomane solitario e ghettizzato, la nuova emergenza è dunque il fenomeno della «poliassunzione» in cui l'abuso di alcol e psicofarmaci si accompagna al consumo di anfetamine, cannabis o cocaina senza sentirsene dipendenti e percepirne la pericolosità. «Anzi», spiega Roberta Pacifici, del Dipartimento del farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, «l'opinione comune è che rappresentino un aiuto in ogni situazione e ciò spiega il policonsumo. I giovani cioè provano tutto: l'ecstasy per divertirsi, la cocaina per migliorare la concentrazione, la cannabis da condividere con gli amici e l'alcol per sentirsi disinibiti». «Quando si parla di droghe - ribadisce Riccardo Gatti, del Dipartimento dipendenze patologiche della Asl di Milano - si pensa che il danno maggiore sia la tossicodipendenza. Non viene detto che le sostanze sia leggere sia pesanti, anche se assunte saltuariamente, provocano
squilibri nei sistemi di regolazione del cervello e dell'organismo in generale».
Coloro che assumono droghe e alcol di tanto in tanto, e che dunque non sono da considerare tossicodipendenti, ritengono perciò di poter gestire ogni situazione trascurando le conseguenze sull'organismo e sulla sfera psicologico-comportamentale, spesso ricorrendo a un nuovo consumo di tali sostanze per poter fronteggiare stati di malessere e depressione, innescando così un pericoloso circolo vizioso.