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Ossiuri: supposta all’aglio per curare i vermi nei bambini, funziona davvero?

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Gli ossiuri, detti anche vermi dei bambini, sono dei vermi
intestinali responsabili dell’ossiuriasi (o enterobiasi), tra le
più comuni patologie intestinali. Devono il loro nome al fatto che
ad esserne più colpiti sono i bambini in età scolare, ma spesso
possono esserne colpiti anche gli adulti, per via della facilità di
trasmissione.

Gli ossiuri sono dei piccoli vermi sottili (misurano tra i 4 e i
10 mm e sono visibili a occhio nudo) che trovano nell’intestino
umano un ottimo ambiente per svilupparsi e sopravvivere; di notte le
femmina esce dall’intestino per depositare le uova sulla pelle
intorno all’ano, causando il fastidioso prurito che rappresenta il
tratto distintivo di questa patologia.

Normalmente il veicolo dell’infezione sono solitamente le mani,
che hanno toccato in precedenza oggetti contaminati: se queste non
vengono lavate accuratamente è facile ingerire le uova di questi
parassiti insieme al cibo e rimanere vittime dell’infestazione.

Oltre all’ingestione, anche l’inalazione delle uova è un modo
frequente di contaminazione; se sulle mani di un essere umano gli
ossiuri possono sopravvivere solo poche ore, su oggetti come le
lenzuola arrivano anche a 3 settimane.

Per questo motivo l’incidenza maggiore si riscontra tra i
bambini che frequentano ambienti affollati (come le scuole), ma è
frequente l’insorgenza anche tra gli adulti, soprattutto in
condizioni di scarsa igiene. Non si tratta tuttavia di una patologia
che riguarda maggiormente le fasce più povere, essendo al contrario
piuttosto trasversale.

Il sintomo principale di questa patologia è il prurito,
soprattutto notturno, della zona anale, ma per una diagnosi sono
necessari esami strumentali, come l’analisi delle feci e
l’esecuzione di un scotch test.

Talvolta oltre al prurito si può riscontrare un’eruzione
cutanea nella zona interessata e anche insonnia e sonno disturbato.

Il prurito e il conseguenze atto di grattarsi trasferiscono le
uova degli ossiuri sotto le unghie, amplificando la possibilità di
contagio.

La cura per gli ossiuri è di tipo farmacologico: questi parassiti
sono infatti sensibili al mebendazolo, all’albendazolo e al pirantel
pamoato. Generalmente è buona norma estendere la terapia a tutto il
nucleo familiare e sterilizzare gli effetti personali come biancheria
intima e lenzuola.

Tuttavia, soprattutto nella tradizione popolare, alla cura
farmacologica si affiancano rmdi naturali a cui viene riconosciuta
una certa utilità nel trattamento di questa patologia. Uno dei più
diffusi è la supposta all’aglio.

L’aglio ha proprietà vermifughe, disinfettanti e antibiotiche
riconosciute contro un gran numero di parassiti e la sua azione può
essere utile anche contro gli ossiuri. Tuttavia la credenza popolare
secondo cui delle supposte di spicchi d’aglio sarebbero un efficace
rimedio contro questi parassiti non trova conferma da parte della
comunità medica.

Al contrario si consiglia di assumere l’aglio per bocca, dopo
averlo tritato finemente e messo a macerare in acqua calda: in qusto
modo è più facile per l’organismo assimilarlo.

Tuttavia è possibile utilizzare l’aglio anche con applicazione
topica nella zona anale: in questo caso è consigliabile macinare
alcuni spicchi di aglio fresco e mescolarli con la vaselina, in modo
da creare una crema che può facilmente essere applicata nella zona
colpita dal prurito.

Pertanto, pur riconoscendo all’aglio interessanti effetti per
contrastare questi parassiti (meglio però se uniti a quelli dei
farmaci appositi), quella del suo utilizzo come supposta sembra
essere una leggenda popolare priva di fondamento.