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Colite: come curarla e a quali cibi fare attenzione

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La colite è un fastidioso e invalidante disturbo che si affaccia talvolta durante i cambi di stagione o nei momenti di stress e di nervosismo.

Non è possibile determinare con certezza quale sia effettivamente la sua causa scatenante, non è ancora noto.

Occorre però dire che la sindrome del colon irritabile, l’altro nome con cui è nota, può peggiorare notevolmente la qualità della vita di chi ne è affetto, limitando le occasioni conviviali: chi ne soffre sa bene come anche solo una semplice cena fuori, tra amici, possa essere motivo di preoccupazione e portare addirittura all’ipotesi di declinare un invito.

Soprattutto se la colite è nervosa, il modo migliore per farla passare è quella di adottare uno stile di vita meno stressante e combattere l’ansia con una serie di tecniche di rilassamento, ma questo non sempre è possibile: i ritmi serrati imposti dalle incombenze quotidiane ci impediscono fin troppo spesso di rilassarci come vorremmo e desidereremmo.

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel contrastare la colite: alcuni cibi tendono ad acuire fastidi e imbarazzi, mentre altri riescono decisamente ad alleviare i vari sintomi, che possono sfociare nella diarrea o nella stipsi, uniti spesso a forti dolori e persino alla nausea.

Una serie di sintomi che affliggono il fisico e ci colgono spesso del tutto impreparati, facendoci temere la presenza di problematiche ben più gravi, che andranno scongiurate da uno specialista.

Così come non esiste una causa precisa e assoluta che determina la colite, allo stesso modo ogni fisico reagisce in maniera totalmente differente ai vari cibi ingeriti: per tale ragione è necessario fare delle prove e vedere come reagisce l’intestino agli alimenti e regolarsi di conseguenza, possibilmente consultando anche il proprio medico di fiducia anche solo per escludere malattie più serie.

Una prima distinzione utile per capire la natura di questo disturbo è quella relativa alla tipologia di sindrome: occorre comprendere se si è afflitti da una colite in forma acuta, ma sporadica, o cronica.

La prima è riconducibile a un fenomeno improvviso e inaspettato, che provoca forti dolori e spasmi e si lega anche al meteorismo, mentre nella sua forma cronica la colite è solita riaffacciarsi nei periodi di maggiore stress e, talvolta, persino durante i cambi di stagione. Sono i mutamenti anche lievi a determinare uno scompenso e a irritare l’intestino, eppure ciò che mangiamo può lenire i vari sintomi o, al contrario, acuirli terribilmente.

L’alimentazione giusta per contrastare la colite

In linea di massima, le fibre contrastano la sensazione di malessere imputabile al gonfiore e alla successiva stipsi, ma non sono idonee qualora la colite si manifestasse sotto forma di diarrea. Una buona dieta capace di aiutare coloro che ne soffrono, sarà caratterizzata da una serie di piatti cotti in maniera semplice e salutare, ai ferri o al vapore. Tra gli alimenti che generalmente vengono considerati ottimi per mitigare i vari disturbi ed evitare spasmi e dolori, possiamo annoverare:

– Riso

– Minestre di avena.

– Il classico brodo di verdure.

– Petto di pollo o di tacchino, preferibilmente cotto al vapore o, in alternativa, sulla piastra.

– Carote e patate lesse o cotte al vapore.

– Pesce lesso.

– Formaggi, ma solo se non fermentati.

– Mele cotte e, più in generale, frutta cotta.

– Yogurt.

– Tisana a base di finocchio, che aiuta a eliminare il gonfiore.

Una serie di elementi che dovrebbero tranquillamente riuscire a soddisfare tutte quante le esigenze e i palati e che, sommati insieme, definiscono comunque una dieta completa ed equilibrata nonché decisamente leggera. Non irritando il colon, i sintomi della colite tenderanno a scomparire, a patto che si riesca a tenere sotto controllo anche un fattore preponderante come l’ansia.

Per ulteriori informazioni sulla sindrome del colon irritabile vi suggeriamo di consultare il sito colon-irritabile.com

Alcune regole per mangiare meglio quando si soffre di colite

Anche il modo in cui questi piatti vengono ingeriti può avere conseguenze sulla colite. Il gonfiore dell’intestino può facilmente essere contrastato ricordandosi di mangiare la frutta esclusivamente lontano dai pasti, facendo attenzione a non ingerire pietanze troppo fredde o calde e bevendo molta acqua nel corso della giornata. Quest’ultima indicazione deve essere seguita davvero con molta attenzione: chi soffre di diarrea deve prestare molta attenzione a reidratarsi velocemente. Anche mangiare con calma, in maniera lenta lenisce i disturbi legati alla colite. Assieme a una dieta di questo tipo, è possibile affiancare dei fermenti lattici, soprattutto qualora la colite provochi la diarrea, o elementi fitoterapici, purché sotto consiglio medico.

Cosa bisogna evitare quando si soffre di colite

Se lo stile di vita influenza enormemente il presentarsi o meno della colite, che colpisce più le donne che gli uomini, anche l’alimentazione può favorirne la manifestazione, soprattutto se si ingeriscono sostanze troppo dolci. In particolare, i carboidrati raffinati e lo zucchero possono causare delle infiammazioni intestinali, pertanto potrebbe essere opportuno sostituirli con dei prodotti integrali, ricchi di fibre. In questo modo, non sarà necessario dover rinunciare a cibi come il pane, il riso o la pasta. Oltre agli zuccheri, a cosa occorre stare attenti per scongiurare il rischio di ritrovarsi con la colite?

– Cacao, caffè e tè sono da bandire perché eccitanti

– Marmellate, dolci e tutti quei prodotti che contengono, al loro interno, dei dolcificanti.

– Attenzione al latte e ai suoi derivati.

– Chi soffre di colite dovrà ricordarsi di evitare spezie piccanti e salse come il peperoncino o la paprika.

– I legumi con la buccia sono di difficile digestione, pertanto è bene non mangiarne.

– Evitare gli alcolici.

– La frutta secca, le ciliegie, l’anguria e il melone potrebbero fermentare nell’intestino e provocare gonfiore e fenomeni di meteorismo.

– L’aglio, così come la cipolla a crudo e l’erba cipollina, non andrebbero consumati.

– Tra le verdure è bene tenersi alla larga dalle verdure come i cavoli, i cavolfiori e i broccoli, che fermentano nell’intestino, ma è una buona regola ricordarsi di mangiare con moderazione i peperoni e i piselli.

– Anche le sigarette andrebbero caldamente tolte dalla routine quotidiana.

Così come alcuni metodi di cottura leniscono gli effetti della colite e aiutano l’intestino a ritrovare il suo equilibrio, allo stesso modo una cucina troppo ricca o preparazioni eccessivamente lunghe e complesse possono sortire effetti indesiderati. Sono così bandite le fritture, le cotture alle alte temperature e, più in generale, tutte quelle pietanze che vengono condite abbondantemente. Chi soffre di colite dovrebbe limitarsi a usare l’olio extravergine di oliva per aumentare il sapore dei suoi piatti.

Colite: come curare l’alimentazione e non dimenticare di migliorare stile di vita

Alcune precisazioni chiariranno meglio come difendersi dalla sindrome del colon irritabile. L’alimentazione gioca ovviamente un ruolo fondamentale; la continua ricerca di ciò che il fisico tollera e ciò che, invece, scatena delle reazioni, aiuterà anche il nostro medico curante a stabilire una diagnosi, eliminando ad esempio un elemento come lo yogurt, che pure è stato indicato come un cibo che non dovrebbe peggiorare la sindrome. Ciò potrebbe accadere laddove tra le cause che scatenano la sindrome siano riconducibili anche o parzialmente a un’intolleranza al lattosio. Generalmente, i disagi causati dalla colite cessano al momento in cui viene diagnosticata perché viene meno lo stato di ansia che irrita il colon e che è dovuto anche all’idea di non sapere quale sia la natura dei dolori e degli spasmi che ci affliggono.

Sebbene tra le cause scatenanti vi sia una tensione emotiva che può essere risolta con una dieta molto equilibrata e non dimenticando di bere molta acqua per reidratarsi, la dieta giornaliera può mitigare o peggiorare il nostro stato fisico, ma deve essere associata a una serie di comportamenti il cui scopo finale è quello di rilassare il fisico e determinare uno stato di complessivo benessere. Come? Durante l’orario di lavoro potrebbe essere una buona idea staccare con delle brevi, ma efficaci pause. Allo stesso modo, una passeggiata giornaliera anche di pochi minuti sarà in grado di produrre un complessivo giovamento.

Se la colite dovesse persistere, il medico curante valuterà caso per caso e in base ai suoi accertamenti se è il caso di dover affiancare a una dieta che, già di per sé, in condizioni normali dovrebbe risolvere o alleviare il problema, delle terapie a base di antispastici o ansiolitici.